
la riga delfina sfiorando falena corrugando le dita del tempo fiora e fiocca e fiocca e tocca la bocca del tempo sfiorando coniugando mani e veli lava del viola le nevie valve del tempo le costole innevate i mari vuoti gli oceani incapsulati nelle palpebre (.....)
In questo blog intendo offrire una documentazione sulla mia attività nel campo della scrittura e delle arti visive.
Il titolo, La riga delfina, è riferito all'incipit di una mia poesia ("Mio minimo oceano di croci") il cui testo si può leggere in una delle "pagine" qui accanto.
martedì 25 settembre 2018
Alfonso Lentini, ILLEGALI VENE
(nota introduttiva di Eugenio Lucrezi)
Collana CentodAutore, edizioni Eureka, Corato, 2015
Diego Conticello su "Carteggi letterari"
http://www.carteggiletterari.it/2015/06/30/come-ossigeno-che-sfugge-dallargilla-recensione-a-illegali-vene-di-alfonso-lentini/
Franca Alaimo su "La Recherche"
http://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Recensioni&Id=875
Gian Maria Molli su "Mirkal"
http://mirkal.blogspot.com/2015/02/illegali-vene-di-alfonso-lentini.html?spref=pi
Saverio Vasta su "Le reti di Dedalus"
http://www.retididedalus.it/Archivi/2015/luglio/LETTURE/2_lentini.htm
Bellunopress
http://www.bellunopress.it/2015/01/27/la-collana-centodautore-inaugura-la-propria-attivita-con-una-raccolta-poetica-di-alfonso-lentini-illegali-vene/
lunedì 25 luglio 2016
martedì 14 aprile 2015
ALFONSO
LENTINI
PATRIA
PORTATILE
PROGETTO PER
UN’INSTALLAZIONE
ALLA FARM CULTURAL PARK
DI FAVARA
ALLA FARM CULTURAL PARK
DI FAVARA
Essendo un siciliano che vive al Nord, ho sperimentato sulla mia pelle
la sofferenza, ma anche la bellezza e l’apertura di prospettive che derivano
dall’abitare una terra che non è quella natale. Guardare alla mia terra da
lontano mi ha spinto ad amarla ancora di più, ma anche ad amarla in modo
diverso. Spostandomi dall’estremo Sud all’estremo Nord dell’Italia, conservo in
tasca – secondo una metafora ebraica – una mia “patria portatile”, come se un
frammento della mia terra natale fosse sempre con me fisicamente. Col passare
degli anni, frammenti di altre terre si sono via via mescolati a
quell’originario frammento, eppure non ho subìto una perdita di identità, ma un
arricchimento che mi ha portato ad amare più terre senza dimenticare le mie
radici.
Per questo penso sia importante che avvenga, nelle menti e nelle storie
di tutti, un rimescolamento delle terre, un irrequieto travaso di patrie.
A partire da questi sentimenti (che, specie in tempi di globalizzazione,
sono comuni a innumerevoli persone), vorrei realizzare, come artista,
un’istallazione che renda visibile l’idea della “patria portatile”, attraverso
un travaso di terre basato sul coinvolgimento
attivo di chiunque, da qualsiasi parte del mondo, voglia prendere parte al
progetto.
Vorrei dar forma all’idea che le terre si possono rimescolare e far
scorrere dentro a una sorta di clessidra che scompiglia spazi e flussi
temporali, che le patrie e le identità territoriali si possono scambiare, gli
steccati e i pregiudizi che dividono i popoli si possono simbolicamente
superare: rovesciare i punti cardinali, scardinare gli arroccamenti
localistici, scombussolare le geografie e le biografie.
Per partecipare
basterà che ognuno spedisca un po’ della terra dove vive, raccolta in un
piccolo sacchetto trasparente del peso massimo di 300 grammi, contrassegnato
da un’etichetta che indichi il luogo di
provenienza e il nome del mittente.
Inoltre, chi lo desidera potrà accludere anche uno scritto, un’immagine o un oggetto rappresentativo della propria
idea di “patria portatile”.
La mia intenzione è di realizzare un’installazione negli spazi della
FARM CULTURAL PARK utilizzando il materiale arrivato e soprattutto gli stimoli
che come artista saprò trarne.
Alfonso Lentini
Spedire
entro il mese di agosto 2015 a:
Progetto “Patria portatile”
FARM CULTURAL PARK
Cortile Bentivegna
92026 Favara (AG)
martedì 31 marzo 2015
IL
VISIBILE PARLARE
Un’insolita
passeggiata alla scoperta dei misteriosi intrecci fra
POESIA E
LINGUAGGIO VISIVO
dal mondo
antico ad oggi
tre incontri
con
Alfonso
Lentini
Il Comitato Provinciale dell’AICS di Belluno, in collaborazione con
l’Istituto “Catullo”, organizza un ciclo di
tre incontri sul rapporto fra poesia e linguaggio visivo, riproponendo a
Belluno un corso che Alfonso Lentini ha svolto nell’ottobre del 2014 a Cremona nell’ambito
della “Scuola di poesia” diretta da Alessandro Fo.
Il corso, che si intitola “Il visibile parlare: un’insolita passeggiata
alla scoperta dei misteriosi intrecci fra poesia e linguaggio visivo, dal mondo
antico ad oggi”, si rivolge a giovani e
adulti di media cultura e non richiede una preparazione specifica, ma solo
interesse verso gli argomenti e desiderio di approfondirli.
Gli studenti dell’ultimo anno delle superiori potranno chiedere il
riconoscimento del corso come credito formativo valido per gli Esami di Stato.
Nei tre incontri saranno affrontati, con il supporto di immagini, questi
argomenti:
- il “carme figurato” dall’Ellenismo al Barocco
- Rapporti fra poesia e immagini nei movimenti d’avanguardia: dalle “parole in
libertà” del Futurismo alla “poesia visiva” - Il libro oggetto - Nanni
Balestrini, Adriano Spatola, Emilio Isgrò - Dino Buzzati: un autore in bilico
fra scrittura e pittura - Il linguaggio poetico nei media e nella pubblicità -
Uno sguardo al contemporaneo: la “poesia di strada” e altre sperimentazioni.
Gli incontri si svolgeranno dalle ore 17.30 nei giorni:
venerdì 10
aprile
lunedì 13
aprile
mercoledì 15
aprile 2015
Aula Magna dell’Istituto Catullo
via Garibaldi, 10 - BELLUNO
Quota di iscrizione: 15 Euro (comprendente il costo della tessera AICS
con polizza assicurativa),
5 Euro per i già soci.
É consigliabile iscriversi anticipatamente.
Rivolgersi all’AICS:
via Vittorio Veneto, 166
BELLUNO
tel. 043733981 - info@aicsbelluno.it
Per gli studenti e il personale scolastico dell’Istituto Catullo la
partecipazione è gratuita, ma è necessario, per motivi organizzativi,
comunicare in anticipo la propria adesione.
venerdì 13 dicembre 2013
Polo Bibliotecario Feltrino
"Panfilo
Castaldi"
Feltre
MICROCOSMI POETICI
mostra personale di Alfonso Lentini
a cura di Giovanni Trimeri
20 dicembre 2013 – 20 febbraio 2014
inaugurazione:
venerdì 20 dicembre ore 18.00
«Sotto le mie mani e nella mia pressa
meccanica periscono libri preziosi e io non posso impedire questo flusso e
corso. Non sono nulla più che un tenero macellaio. I libri mi hanno insegnato
il gusto e la gioia della devastazione, io amo i nubifragi e le squadre di
demolizione».
(Bohumil Hrabal,
“Una solitudine troppo rumorosa")
I microcosmi poetici di Alfonso Lentini
Alfonso
Lentini, con radici artistiche nella lezione di quelle avanguardie, con la
sensibilità di poeta e scrittore che sa mediare tra le varie espressioni
letterarie ed artistiche, mantenendo un fermo rigore nella continua ricerca,
con l'assemblaggio di materiali che già hanno un loro vissuto, objets trouvés poveri, eppure mai banali
o scontati, con la cura cromatica e compositiva e il recupero della scrittura
come frammento visuale significante (quindi lontano da effetti decorativi...),
elabora ed assembla dei microcosmi poetici del tutto originali. In essi emerge in primis
l'equilibrio con cui l'artista organizza la complessità della sua opera, la
convivenza e il significato di più elementi/frammenti, rigenerando questi
ultimi in nuovo contesto tridimensionale. È la riorganizzazione/ripensamento
del vissuto con il suo insegnamento, l'evocazione della poesia e della pittura
assieme, ma è anche la metafora della stratificazione e della fluidità della
nostra vita, la sua continua mutevolezza, il suo frantumarsi e nuovamente cercare
ancoraggi per ricostruirsi. Questo lavoro rappresenta l'aspirazione a nuovi habitat per emozioni che vanno oltre lo
sguardo fuggevole e testimonia la volontà di creare un universo di persistenza
di ideali forti, dell'arte e della vita, entro il quale deve agire e reagire la
sensibilità di chi guarda l'opera. Di fronte alle installazioni, in cui Lentini
spesso fa convergere più opere, ci troviamo ad entrare in un universo poetico
che, da piccolo museo personale, si
sviluppa in un labirinto costituito da echi del linguaggio, delle forme e dei
colori.
Nel lavoro
di Alfonso Lentini è fondamentale l'aspetto progettuale e, in esso, prevale la
potenzialità di ciascuna singola opera di porsi come parte di un progetto
ampio. Da qui l'idea di un microcosmo che viene a comporre un macrocosmo nelle
installazioni complesse ed articolate, di cui si diceva sopra. È una
progettualità dettata da assonanze e coincidenze, una tensione continua
scaturita dalla volontà di porre in armonia
elementi significanti e
intriganti.
Le
opere di Lentini vanno oltre la poesia visiva e il libro d'artista in quanto
assommano le caratteristiche di queste espressioni per approdare a lavori che
possiamo definire oggetti poetici, microcosmi di poesia che nobilitano
materiali poveri, frammenti di alfabeti e di scrittura, di arte e di cultura, lacerti
di memoria. Così Lentini circoscrive l'area del suo lavoro artistico nutrito di
solarità mediterranea nei colori e delle
frasi mozzate dell'entusiasmo, della foga o della fatica di vivere, dei
resti di quanto il flusso e riflusso del nostro vivere quotidiano fanno
arrivare nel suo studio d'artista. Sono opere di un tempo di crisi che si
rinsaldano nella ferrea concezione dell'arte come resistenza, come necessità di
persistenza a testimoniare l'aspirazione dell'uomo alla creatività, alla
ricerca. E ricerca è anche libertà. Infine, credo che nell'armonia
dell'interazione delle espressioni artistiche che caratterizza le opere di
Alfonso Lentini, dobbiamo leggere l'invito all'armonia tra le genti, tra
le culture e in noi stessi».
Giovanni Trimeri
Giovanni Trimeri
Alfonso Lentini, nato in Sicilia nel 1951, vive a Belluno dalla fine degli anni Settanta.
Laureato in filosofia, si
è formato nel clima delle neoavanguardie del Secondo Novecento. Ha insegnato
letteratura italiana e storia. Si occupa di scrittura e di arti visive,
sconfinando talvolta nei territori della poesia.
La sua prima personale
risale al 1976. Nelle sue mostre e installazioni tenute in Italia e all’estero
propone opere basate sulla valorizzazione della parola nella sua dimensione
materiale e gestuale. Insieme ad Aurelio Fort è autore del progetto artistico
internazionale “Resistere per Ri/esistere” culminato il 25 aprile 2013 con
un’installazione urbana per le vie e le piazze di Belluno.
Fra i suoi libri, due sono
stati pubblicati dalle edizioni Stampa Alternativa (“Piccolo inventario degli specchi” e “Un bellunese di Patagonia”). Con il romanzo “Cento madri” (Foschi, 2009) ha vinto il premio letterario “Città di
Forlì”. Il suo volume più recente è “Luminosa
signora, lettera veneziana d’amore e d’eresia” (Pagliai, 2011).
Salita Ramponi, 6 Feltre (BL)
Info: tel 0439 885244 -
biblioteca@comune.feltre.bl.it
La mostra si potrà
visitare sino al 20 febbraio 2014 con i seguenti orari:
LUN 14.00 - 18.00;
MAR 9.00 - 12.00 e 14.00 - 18.00; MER 9.00 - 12.00 e 14.00 - 18.00;
GIO 14.00 - 18.00; VEN 9.00 - 12.00 e 14.00 - 18.00; SAB 9.00 -
12.00.
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